Segno o Destino?

in che modo attraiamo ciò che viviamo

Tutto ciò che accade è perfetto, in quanto scelta della coscienza superiore prima dell’incarnazione.

Ma è davvero così? Veramente non abbiamo nessuna possibilità di scelta e di controllo sulla nostra vita? Allora perché fare percorsi di crescita, meditazione, analisi, se tutto ciò che capita è già predeterminato?

Per rispondere a queste domande è necessario chiarire la differenza tra i diversi tipi di esperienza che possiamo vivere: l’esperienza segnale e l’esperienza destino.

La differenza tra queste due esperienze è sottile e per questo molto spesso vengono confuse generando dubbio durante il percorso di vita della persona.

L’esperienza segnale è una situazione che si manifesta nella nostra vita per aiutarci a prendere una direzione ben precisa. Essa si manifesterà in seguito ad un’emissione di frequenza specifica da parte nostra. Tale situazione quindi risuonerà perfettamente con alcuni schemi della mente per aiutarla a focalizzarsi sugli aspetti sui quali è necessario fare luce per poter progredire nel proprio percorso di crescita. 

In ogni esperienza ed evento c’è sempre un messaggio funzionale all’evoluzione sia individuale che della specie.

Si è già detto che per l’Energia (Anima) non esiste alcuna categoria e per essa la scelta di un’esperienza dolorosa o gioiosa è assolutamente indifferente.

(Per approfondire questo concetto puoi leggere la canalizzazione “Il principio di causa-effetto e le leggi del Karma” al link https://isideatetnove.com/?p=171)

A questo punto entra in campo la funzione della mente e dell’Ego. Sarà la mente, infatti, attraverso il sistema di credenze e le proprie ferite e blocchi emozionali che modificherà la frequenza di attrazione affinché possano manifestarsi le esperienze segnale necessarie. Attrarremo dunque le esperienze segnale in base al linguaggio che la nostra mente comprenderà meglio.

L’esperienza segnale, dunque, giunge per fare in modo che possiamo riconoscere un blocco e modificare il nostro livello di coscienza per aderire sempre di più al nostro progetto animico.

L’esperienza destino, invece, è una tappa obbligata del percorso. È un qualcosa che la nostra anima ha scelto ancor prima di iniziare l’esperienza corrente. 

Le esperienze segnale giungono proprio per portarci a raggiungere la tappa predeterminata dell’esperienza destino.

Abbiamo dunque libero arbitrio nella scelta dell’esperienza segnale ovvero possiamo imparare attraverso eventi positivi o negativi indifferentemente e saremo sempre noi a scegliere quale di questi attrarre. 

(Per approfondire questo tema vai all’articolo “E se fossi tu a scegliere il dolore” al link https://isideatetnove.com/?p=122). 

Non possiamo però scegliere di non attraversare una determinata esperienza (sia essa positiva o negativa) se quell’esperienza è stata scelta come “destino”.

Ad esempio, se la mia esperienza destino sarà quella di imparare l’amore e la gioia io vivrò tutta una serie di esperienze segnale (che per paradosso potrebbero anche essere esperienze di dolore e perdita) che mi porteranno alla fine a vivere l’amore e la gioia come missione di vita.

Un esempio di esperienza destino comune a tutti è la scelta della famiglia di origine. L’anima sceglie la propria famiglia prima di nascere e vive quel destino in maniera ineluttabile. Nessuno può, infatti, evitare di nascere nella famiglia in cui è nato (scusate il gioco di parole!). 

Anche chi nasce da una famiglia ma non cresce in essa, porterà comunque la memoria biologica della famiglia di origine e non potrà rinnegare questa esperienza destino in alcun modo.

L’esperienza della famiglia d’origine, infatti, porta con sé tutta una serie di elementi che influenzeranno le esperienze segnale che attireremo poi: sistema di credenze, modelli epigenetici, predisposizioni genetiche alle malattie, schemi familiari, memorie genealogiche, ecc…

Possiamo dunque riassumere dicendo che le esperienze segnale sono i nostri strumenti per l’evoluzione, degli indicatori di percorso mentre le esperienze destino sono i percorsi stessi e le tappe obbligate del nostro cammino.

L’esperienza destino è la strada che percorriamo mentre l’esperienza segnale è il cartello indicatore. L’incidente o il colpo di fortuna che possiamo incontrare durante il viaggio lo attraiamo a seconda della frequenza che emettiamo attraverso i nostri pensieri e schemi mentali.

È infatti fondamentale specificare che la vibrazione animica non subisce mai variazioni né oscillazioni di frequenza. È un segnale costante di trasmissione ed è collegata alla frequenza universale poiché è un frammento di essa. L’anima dunque non si ammala, non ha blocchi, non ha necessità di alcun genere. È perfetta in quanto parte divina di noi. L’anima è pura Energia e vive nello stato di perfezione della neutralità.

Le frequenze oscillatorie, invece, sono quelle emesse dal sistema cellulare, mentale ed emozionale. Le frequenze di questi campi si modificano e si influenzano a vicenda andando a generare squilibri e blocchi di varia natura.

La malattia è un’alterazione di frequenza cellulare di un determinato tessuto. Generalmente la manifestazione del disturbo a livello fisico si ha quando sono state ignorate altre manifestazioni (esperienze segnale) su altri livelli (soprattutto quello emozionale).

In seguito a tutta una serie di situazioni che sono state vissute ma non risolte il corpo potrà manifestare un sintomo che non sarà possibile ignorare.

Prendendo coscienza della radice del blocco che si esprime attraverso quel segnale fisico, il corpo dovrebbe guarire in maniera spontanea andando a ristabilire il proprio equilibrio.

Questo, però, non sempre accade e soprattutto in questi casi si deve tenere conto della differenza tra esperienza segnale ed esperienza destino. 

Non è sempre detto che la malattia sia solo un segnale. In alcuni casi la malattia viene scelta come percorso di esperienza obbligato. Si sacrifica il corpo fisico (che per l’anima è solo uno strumento) per fare un’esperienza di crescita che, evidentemente, sarebbe stato impossibile svolgere in qualsiasi altro modo. Questo non è semplice da accettare soprattutto per chi è vicino alla persona che ha scelto questo percorso e non è facile neanche per l’eventuale operatore energetico che si trovi di fronte a questa situazione. È fondamentale in questo caso fare un passo indietro e lasciare che la persona possa compiere il proprio cammino accettando che ognuno è responsabile delle proprie scelte e della propria crescita spirituale.

In generale, comunque, si dovrà ricordare questo: la vibrazione animica sceglie un percorso di esperienza e farà in modo di formare la mente fisica in modo che essa emetta le frequenze necessarie ad attrarre le esperienze segnale più funzionali allo svolgimento della missione.

Queste esperienze, per quanto lunghe, brevi, intense, dolorose o meravigliose possano essere, non devono essere confuse con le esperienze destino poiché non sono le nostre tappe ma solo gli indicatori di percorso. Molto spesso attraverso queste esperienze entriamo in contatto con le anime sorelle che vengono a portarci degli insegnamenti preziosi. 

Una volta appreso ciò che dobbiamo apprendere queste fasi di vita chiudono  automaticamente e naturalmente il loro ciclo e talvolta alcune figure fondamentali per noi escono dalla nostra vita. Quando questo accade dobbiamo essere pronti a riprendere il cammino, riconoscendo in quella che si è conclusa un’esperienza segnale e ringraziando per l’insegnamento ricevuto. 

Nell’esperienza destino, invece, si aderirà fino in fondo alla scelta compiuta a livello sottile e, sia nel bene che nel male, accetteremo di portare quella missione fino in fondo con la coscienza che tutto ciò che accade è perfetto perché parte di un disegno che la nostra mente non può comprendere fino in fondo. Nell’esperienza destino, dunque, sarà necessario percorrere il sentiero senza voler imporre il controllo della mente e accettando tutto ciò che si manifesta senza applicare alcuna categoria di giudizio umano.