Trattamenti Energetici Tet9: La Biomeccanica delle Emozioni

sistema canalizzato di neutralizzazione dei blocchi emozionali

Quasi tutti i processi di sanazione energetica trovano delle resistenze durante il processo di integrazione a causa dei sistemi adattivi che il nostro sistema ha creato nel tempo e a cui facciamo fatica a rinunciare perché la nostra psiche rifiuta di abbandonare un modello comportamentale che ha costruito negli anni proprio per sopravvivere.

La biomeccanica delle emozioni è una tecnica di lavoro del Sistema Tet9 che serve a far riemergere nel corpo fisico un’emozione che si è cristallizzata a livello inconscio e che si ripresenta, a volte anche a distanza di anni, con delle manifestazioni fisiche (disturbi cronici) oppure esperienziali (situazioni ricorrenti).

Ci sono volte in cui la persona è cosciente del trauma che ha generato il disturbo, altre volte no. Questo è il punto di forza del sistema. Per la biomeccanica delle emozioni non è necessario che la mente razionale partecipi al processo poiché sarà il corpo a fare tutto il lavoro attivando i tre pilastri fondamentali del sistema: respiro, muscoli e risposta neuroendocrina del corpo.

La biomeccanica dell emozioni, ovviamente, non è la pillola magica e non sostituisce in alcun modo dei processi di cura a livello clinico. Non è neppure un sistema che da solo riesce a lavorare il blocco nella sua totalità. È piuttosto una tecnica di neutralizzazione, riporta le cariche emozionali a livello neutrale e ristabilisce la giusta frequenza affinché tutte le altre tecniche (rimedi, tecniche energetiche, supporto psicologico, ecc…) possano riuscire ad agire in maniera più profonda. Mi piace definire la Biomeccanica come l’aratro che prepara il terreno prima della nuova semina.

Come funziona e perché funziona

Per spiegare come funziona e perché funziona dobbiamo spiegare più nel dettaglio cosa accade alla nostra mente quando viviamo un evento traumatico.

Quando viviamo un trauma la nostra mente si divide su più livelli. La mente razionale, ad esempio, guarda tutto dall’esterno, come fosse un film. Partecipa con curiosità agli eventi e “sceglie” (per quanto possibile) le reazioni e gli atteggiamenti più funzionali al momento presente e, soprattutto, che siano preservativi per il futuro. La mente razionale non vive il presente poiché viaggia e ragiona solo in base alla legge di causa ed effetto quindi analizzerà l’evento presente sempre cercando la causa nel passato che lo ha determinato e i possibili effetti e ripercussioni che esso potrebbe avere nel futuro. Se ci pensate, è prorpio lo stesso meccanismo che si usa anche nelle tecniche di sanazione: cerco una causa (trauma) nel passato per evitare l’effetto futuro (scompenso, malattia, ecc…).

La biomeccanica delle emozioni, invece non ha interesse nell’individuare la causa, poiché agisce direttamente sulla nostra coscienza energetico- emozionale.

Mentre viviamo qualsiasi esperienza, infatti, noi proviamo delle emozioni. Durante eventi straordinari, però, siano essi di gioia o di dolore, l’incidenza di questo livello si amplifica in maniera esponenziale creando una vera e propria cristallizzazione del fenomeno.

Per spiegare meglio torniamo al nostro ipotetico evento traumatico.

Laura è sola in casa e sta tagliando il pane. Il coltello le sfugge di mano e si fa un taglio molto profondo. In quel momento la mente razionale cerca di mantenere il controllo. Valutata la causa (il coltello) sa già che l’effetto sarà il taglio. Deve però verificare quanto il taglio sia profondo e attende di vedere la quantità di sangue. Poi si muoverà per attuare tutta una serie di azioni si sopravvivenza ( stringere la ferita, chiamare aiuto, andare al pronto soccorso, ecc). Sembrerà assurdo ma la mente razionale, data la causa ha già calcolato tutti i possibili effetti, perfino il dito monco. Ovviamente non necessariamente tutti questi effetti si verificheranno ma l’attivazione di tutti questi micropensieri e microprevisioni di ipotetici effetti svilupperanno nella mente di Laura delle onde di pensiero e creeranno degli impulsi vibrazionali che andranno ad essere processati dal sistema emozionale della donna.

Faccio un altro esempio:

Giorgio incontra una ragazza che gli piace molto e le chiede di uscire. Lei accetta e vanno a cena. A fine serata Giorgio bacia questa ragazza e lei non lo respinge ma anzi ricambia il bacio. Giorgio in quel momento prova gioia perché la sua mente inconscia sta attivando questo processo: bacio = relazione = coppia = insieme per sempre = gioia). Quindi mentre la mente razionale vive l’esperienza e processa cause ed effetti, la parte emozionale di Giorgio cristallizza l’emozione della gioia.

Può esserci però anche un altro caso: Giorgio bacia la ragazza perché razionalmente vuole iniziare una relazione con lei ma in lui scatta una risposta traumatica e il bacio gli innesca un altro processo inconscio: bacio = relazione = coppia = tradimento/abbandono = dolore/paura.

Si comprende facilmente quanto ciò che processiamo a livello razionale sia deviato dal segnale di memoria emozionale e qui diventa importante comprendere come questi due sistemi lavorino differentemente rispetto al concetto di spazio e tempo.

La mente razionale, infatti, ragiona su un tempo lineare: passato – presente – futuro.

Per la nostra parte emozionale, invece, il tempo è circolare, lei vive un presente continuo, non c’è inizio né fine, non c’è causa né effetto. Tutto si cristallizza in un eterno momento che si sovrappone a tanti altri attimi eterni. E’ come se la mente emozionale fosse un emettitore che trasmette un segnale all’infinito. 

Ritorniamo alla nostra Laura, in cucina, con il dito tagliato.

Nel momento del taglio Laura sa già che ci sarà sangue. Se la mente razionale di Laura ha un modello di paura rispetto al sangue allora il corpo di Laura reagirà con un’accelerazione del battito cardiaco e con un blocco muscolare generale e quindi un calo della pressione sanguigna che potrebbe portarla a svenire. Se la parte razionale di Laura non ha un modello di paura del sangue allora Laura sentirà maggiormente il dolore fisico del taglio ma, non avendo paura potrà contare su una capacita di reazione maggiore del suo organismo che le darà la possibilità di reagire e automedicarsi o chiamare i soccorsi.

Qualunque sia la strada scelta da Laura, il momento del trauma ha attivato delle emozioni di base e le ha cristallizzate in un continuo presente legato a quel trauma.

Voglio dire che per la nostra memoria emozionale non esiste il futuro ma soprattutto non esiste neanche il passato. Un trauma vissuto a tre anni ha la stessa forza e risonanza di un trauma che avete vissuto l’anno scorso. Non c’è tempo lineare per la mente emozionale ma c’è per il corpo e per la mente razionale l’influenza di un dato segnale emesso per più o meno tempo.

Quindi l’emozione è una frequenza che si irradia legandosi alla memoria del trauma e continua a trasmettere in un presente continuo. Il corpo cellulare e la mente razionale, però, che sono soggetti al tempo lineare, subiscono questo segnale quanto più va avanti nel tempo.

Naturalmente non tutti i traumi hanno la stessa forza e quindi non tutti i segnali emozionali trasmtteranno con la stessa intensità,

Possiamo supporre, però, che Laura dopo essersi tagliata tutte le volte che prenderà un coltello per tagliare il pane sentirà nel suo corpo una sensazione fisica ben precisa, magari appena accennata, ma sarà sempre quella. Ecco, non so se vi siate mai feriti col coltelo del pane. Se sì, sapete di cosa io stia parlando.

Questo è rapportabile a qualsiasi cosa vi sia già accaduta nella vita e vi si ripresenti come esperienza da rivivere. Se in quel momento vi fermaste e ascoltaste il vostro corpo sentireste i vostri muscoli e il vostro respiro assumere un determinato atteggiamento, sempre lo stesso e, a quel punto, sentireste riaffiorare l’emozione. Ci succede continuamente, tutti i giorni, solo che avviene in sordina e non ci facciamo caso. Quel segnale si trasmette a livello fisico ed energetico continuamente e noi lo riceviamo e, di conseguenza, alteriamo la nostra vibrazione energetica e cellulare.

Da questi esempi diventa evidente un elemento. Esiste sempre un meccanismo di innesco. Tutto funziona in maniera bilaterale, ovvero ciò che va da A a B può tornare da B ad A.

Intendo che qualsiasi situazione che viviamo innesca un meccanismo emozionale e quindi delle conseguenze a livello fisico ma, per il principio bidirezionale di trasmissione del segnale, una volta individuato l’atteggiamento fisico che una determinata emozione innesca, sarà possibile ricreare e far riaffiorare anche l’emozione da zero.

Le situazioni di innesco

In questo paragrafo farò una breve parentesi sulle situazioni di innesco dette anche memorie.

Le memorie possono essere di varia natura.

Nella situazione di Laura che si ferisce con il coltello, la memoria è a livello cosciente. Laura sa di essersi procurata un brutto taglio con il coltello e quindi saprà perché le sia rimasto il timore nel maneggiare il coltello del pane.

Nella situazione del bacio di Giorgio, invece, la cosa potrebbe essere meno evidente. Giorgio sa solo che la ragazza gli piace e la bacia ma non capisce perché il giorno dopo abbia preferito non cercarla più (nel caso in cui si sia innescato il meccanismo dolore/paura). Giorgio non sa perché avvenga ma sa di non riescire a costruire una relazione con nessuno. A questo punto Giorgio inizia un percorso di terapia ed emerge la sua ferita. A questo punto si cercherà di comprendere da dove arrivi perché possa affiorare alla mente razionale in modo che Giorgio possa riconoscere lo schema e integrarlo. Ma quello che Giorgio sta mettendo in atto è un meccanismo di difesa e, soprattutto, la sua parte emozionale è settata su un’emozione che continua a emettere all’infinito malgrado la presa di coscienza del trauma a livello razionale.

Qui è necessaria la Biomeccanica che va a creare una neutralizzazione della carica emozionale (a prescindere dalla coscienza razionale o meno del trauma originario) interrompendo il segnale di trasmissione continua di quella frequenza e agevolando tutti gli altri sistemi all’integrazione di una nuova consapevolezza nell’individuo.