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Lupus in Tabula. Il gioco specchio della società

Era molto tempo che sentivo la spinta a scrivere un articolo sul concetto di Scelta ed Elezione ma non riuscivo a trovare il modo corretto di affrontare questi temi.

Negli ultimi giorni, invece, mi è capitato di pensare frequentemente ad un gioco di società che amo molto ma inizialmente non riuscivo a capire perché. Poi, finalmente, è arrivata la spiegazione a tutto, come sempre.

Il gioco in questione è “Lupus in Tabula”: un appassionante gioco di strategia che si pratica in gruppo. Se conoscete il gioco potete scorrere velocemente le prossime righe e giungere direttamente alle conclusioni. Per chi non lo conosca vado a spiegare, il più brevemente possibile, in cosa consista:

Nel villaggio di Tabula si scopre che tra gli abitanti ci sono dei lupi mannari. Nessuno sa chi siano ma durante la notte i lupi uccidono (se riescono) una persona del villaggio. 

Tra gli abitanti del villaggio ci sono i semplici villici (persone comuni) e le figure speciali. Le figure speciali sono varie e si sceglie quali usare anche in base al numero di persone coinvolte nel gioco. Generalmente si sceglie un lupo e una figura speciale ogni 4 giocatori.

Si gioca in più persone (gruppo preferibilmente dispari) e una persona viene nominata Master o conduttore, quindi è colui che sa tutto e conduce il gioco. Agli altri partecipanti viene fatta pescare una carta che stabilirà quale sarà il suo ruolo nella partita. La carta non dovrà essere vista da nessun altro giocatore durante tutta la partita.

Il gioco si alterna in due fasi: giorno e notte.

Durante la notte tutti i giocatori hanno gli occhi chiusi e il Master dà ai lupi la possibilità di aprire gli occhi, guardarsi e indicare la persona che vogliono uccidere. Una volta che i lupi hanno fatto la loro scelta, il Master chiama le figure speciali che hanno varie possibilità di azione.

Le più frequenti sono: La guardia del Corpo o Protettore che può scegliere di proteggere una persona durante la notte, la Veggente che può indicare una persona e sapere dal master se sia un lupo, la Medium che può indicare uno dei morti e sapere se fosse un lupo, la Bambina che può sbirciare durante tutta la notte (a suo rischio e pericolo), la Prostituta che può passare la notte con una persona ma se lei o quella persona dovessero essere scelte dai lupi, muoiono entrambi. Ci sono anche altre figure, ma queste sono le principali e quelle messe in gioco più di frequente.

Finita la notte, il Master dichiara l’arrivo del giorno e comunica se i lupi hanno fatto delle vittime e, se sì, dice il nome della vittima. A quel punto la vittima rimane nel gruppo di gioco in quanto morto ma non può più parlare con nessuno.  

Tutti i partecipanti rimasti vivi, lupi in incognita inclusi, si siedono al tavolo del consiglio e discutono riguardo ai fatti della notte.

Durante l’assemblea tutti sospettano di tutti e la strategia dei lupi è proprio quella di creare dissapori tra i villici durante il giorno. Inoltre le figure speciali, quando scoprono qualcosa durante la notte, tendono a esporsi durante il giorno. 

Alla fine del consiglio tutti devono votare per uccidere una persona del gruppo, quella che sospettano possa essere un lupo.

Le strategie del gioco sono molteplici e  quelle più efficaci cambiano in base al numero dei giocatori.

Quando si gioca in tanti ci sono molti lupi. Non è raro in quel caso che, per sviare i villici, i lupi inizialmente decidano di sacrificare qualcuno dei loro condannandolo a morte durante il giorno. È naturale, infatti, che più persone ci sono in gioco più per i lupi è semplice mimetizzarsi e riuscire a mantenere la propria copertura.

Poi ci sono le figure speciali: molto spesso accade che si mandino a morte queste figure quasi subito, scambiando la loro insistenza nell’accusare qualcuno per una strategia da lupo. 

Il gioco prosegue molto a lungo alternando notti e giorni. 

Lo scopo è quello di uccidere tutti i lupi durante il giorno ma se i lupi riescono ad uccidere molte persone durante la notte e a rimanere in maggioranza, allora hanno vinto i lupi.

Ora mi direte: “Bel gioco… ma che c’entra?”

Stessa cosa che mi sono chiesta io quando ha iniziato a venirmi in mente eppure qualcosa c’entra eccome!

Pensiamo al mondo come una grande partita di lupus: il giorno e la notte rappresentano la polarità di luce e ombra, i lupi sono “i cattivi”, le figure speciali sono “gli eroi” e i villici rappresentano il popolo. 

Già vediamo come tutto inizi ad assumere un senso.

I lupi, coloro che lavorano nell’ombra, sono avvantaggiati perché si conoscono. Tra i giocatori sono gli unici che possono guardarsi in faccia e riconoscersi. Sono gli unici che hanno la possibilità di creare una strategia. Però sono in minoranza. Viaggiano su un rapporto di 1:3.

I lupi agiscono nell’ombra e hanno la missione di distruggere il villaggio per prendere potere e consentire nuovi scenari. 

Le figure speciali, invece, sono coloro che agiscono nell’ombra come i lupi ma con lo scopo di aiutare il villaggio durante il giorno. Sfruttano la conoscenza acquisita nell’ombra per agire nella luce. 

I villici comuni sono la maggioranza delle persone, non hanno coscienza delle dinamiche profonde che muovono gli eventi, spesso si sentono impotenti e minacciati ma sono le figure fondamentali: devono salvare sé stessi e il villaggio dai lupi e sono in maggioranza. Sono loro a far pendere l’ago della bilancia. Il loro voto è fondamentale così come lo è la loro coesione. Spesso però fanno fatica a vedere la strategia di fondo poiché sono troppo concentrati sul salvare se stessi piuttosto che sul preservare la comunità. Inoltre è difficile per loro comprendere chi stia dicendo il vero tra i Lupi e gli Speciali.

Da giocatrice abbastanza esperta vi dico: quando i lupi riescono a dividere i villici creando fazioni interne, generalmente vincono la partita. 

È anche troppo ovvio che, analizzato così, questo gioco sembri proprio uno specchio della società. 

Ma c’è di più: mentre si gioca, ognuno scopre la sua vera natura. Alcuni soffrono particolarmente nel dover portare avanti alcuni ruoli, altri sono a proprio agio in altri. 

Ci sono gli eroi pronti a sacrificarsi per il gruppo, quelli che pensano soprattutto a salvare se stessi, i lupi convinti e i lupi con i rimorsi che non riescono a sostenere il proprio ruolo fino alla fine, facendosi scoprire.

Ho sempre amato Lupus proprio per questo. Dopo aver giocato con delle persone a Lupus le si conosce molto meglio, vi assicuro.

In questo particolare momento storico, devo dire, che applicare le strategie di Lupus a ciò che sta accadendo, rende lo scenario generale particolarmente interessante. La metafora delle dinamiche su cui si basa la nostra realtà sociale è evidente. Volendo lasciare l’analisi solo su un piano puramente materiale, potrei anche fermarmi qui e, in effetti, è esattamente ciò che farò. 

Darò la possibilità, a chi vorrà, di fermarsi qui nella lettura, prendendo da questo articolo solo uno spunto di riflessione che riguardi l’aspetto più materiale e sociale della questione.

Chi, invece, senta risonanza con l’aspetto più sottile della realtà e abbia voglia di scoprire quale sia la riflessione che è stata canalizzata da tutto ciò, potra proseguire la lettura a questo link https://isideatetnove.com/?p=298

Foto di Karin Henseler da Pixabay