Sindrome della Capanna e Soggetto Omega

Questo periodo di lockdown che ormai volge al termine è stato un test difficile da affrontare. Rinunciare alle proprie abitudini, alla socialità, agli eventi mondani, per molti anche al proprio lavoro. Eppure, tra i molti, alcuni di noi si sono sentiti meno destabilizzati da questo stile di vita. Alcuni perché già facevano una vita piuttosto essenziale, altri perché si sono scoperti adatti a questo stile di vita un po’ fuori dal comune.

Sono coloro che io definisco i soggetti Omega, prendendo spunto dalle gerarchie di branco dei lupi.

Più o meno tutti sanno che nel branco esiste la coppia Alpha. Il maschio Alpha insieme alla femmina Alpha guidano il branco. Subito sotto gli Apha ci sono i lupi Beta. Sono lupi forti che non hanno però la stessa propensione alla leadership dell’Alpha e preferiscono dunque dare il proprio sostegno al leader ma lavorare nelle retroguardie. Esiste poi anche una tipologia più particolare e molto meno nota ai più: il lupo Omega.

Il lupo Omega ha una natura pacifica e bonaria. È il tipico elemento che tende a riportare la pace e l’equilibrio nel branco. Non entra mai in nessuna fazione particolare, convive bene con tutti e riesce a intervenire nelle faide riportando la pace tra i gruppi. Da giovane il lupo Omega è compagnone, giocherellone, va da un gruppo all’altro portando allegria e serenità. Tutti lo accettano volentieri tra loro ma non lo considerano mai veramente uno di loro. Il lupo Omega crescendo tende a diventare un lupo solitario. Viaggia col branco, ne rispetta le leggi ma preferisce non appartenere a nessuna fazione. In questo modo tutti lo vedono di buon occhio, ha rapporti sereni con i singoli ma evita le attività del gruppo.

Detto questo è facile comprendere l’analogia con l’essere umano.

Tra gli esseri umani, in un gruppo, c’è sempre almeno un Omega. Questa dinamica si osserva benissimo soprattutto nei gruppi di giovani e giovanissimi. Se vi fermate a riflettere e ricordate le dinamiche interne delle vostre classi soprattutto di scuola media e superiore, potrete facilmente individuare il vostro Omega. O magari siete proprio voi.

Il soggetto Omega, da giovane, è dunque di carattere mite, va d’accordo con tutti, difficilmente entra in conflitto. Probabilmente, in giovane età, è spinto a questo da una necessità di accettazione da parte del gruppo di cui perde la necessità crescendo. Sicuramente non cerca mai la leadership e non vuole conflitti. Ama però la sua libertà personale, per questo non sceglie nessuna fazione, proprio perché, sotto sotto, non vuole sottostare a nessun Alpha. Crescendo, il soggetto Omega, attraversa una fase in cui si rende conto di essere diventato un solitario. È quasi una conseguenza naturale, in realtà, poiché non avendo mai realmente creato una identificazione con qualcuno o qualcosa al di fuori dalla sua stessa identità, il soggetto Omega si trova ad aver effettuato una stringente selezione naturale delle proprie amicizie e contatti sociali. La cosa sorprendente per questa personalità è lo scoprire che questo tipo di situazione non gli pesa affatto. Il soggetto Omega, infatti, ama la compagnia ma sta bene anche da solo. Sicuramente non sceglierà mai posti affollati per vedere un amico. Preferisce ritrovi intimi, magari una cena in casa o in qualche ristorante piccolo. Non ama i centri commerciali, i villaggi turistici né tanto meno la movida. Spesso è uno che ama studiare, leggere, lavorare oppure potrebbe essere uno appassionato di tecnologia.

Il soggetto omega ama l’aria aperta quindi anche nello sport difficilmente lo troverete in una palestra, soprattutto di quelle all’ultimo grido con la musica molto alta e il bar. L’Omega lo troverete a correre in riva al mare, nel bosco, a fare trekking in montagna. Al mare sceglierà una spiaggia libera o selvaggia piuttosto che uno stabilimento.

Una volta raggiunta la maturità, sceglierà una vita riservata, quasi sicuramente fuori dal caos cittadino ma non necessariamente in un posto troppo isolato. È un solitario ma non un eremita.

A questo punto, mi direte, che c’entra tutto questo con la sindrome della capanna?

Innanzitutto ci tengo a precisare che la sindrome della capanna di cui stiamo tanto sentendo parlare non è confermata a livello scientifico come un vero e proprio disturbo.

Inoltre c’è da distinguere tra la paura di uscire perché ci si sente minacciati da un pericolo esterno e l’aver compreso e consapevolezzato dei bisogni profondi che, una volta soddisfatti, ci fanno sentire di aderire maggiormente alla nostra natura profonda.

Ho deciso di scrivere su questo argomento dopo aver letto alcuni articoli che trattavano la cosiddetta “Sindrome della Capanna”. 
Ho colto delle sfumature in molti di essi sulle quali è importante fare chiarezza: una cosa è sentirsi minacciati da un pericolo esterno e quindi temere di lasciare il proprio riparo, un’altra cosa è scegliere secondo le proprie necessità e il proprio benessere profondo cosa si desideri o meno fare nella propria vita e nel proprio tempo libero. 

I soggetti Omega sono quelli che hanno meno necessità materiali rispetto agli altri, tendono meno a infervorarsi per i leader, seguono le regole del branco ma non ne condividono le ideologie e i bisogni. 
Temo che in questo momento si stia cercando di far passare quello che è un tratto di personalità come una sindrome.

Dico questo in maniera così appassionata, perché è ovvio che i soggetti Omega possono essere tollerati dalla società fino a quando rimangono in netta minoranza. Il soggetto omega è poco influenzabile e profondamente libero, proprio per questo un dilagare di questa personalità potrebbe rappresentare un pericolo.

Questo lockdown rischia di far risvegliare molte personalità non totalmente Omega ma che magari ne hanno dei tratti.

Molti si saranno sentiti meglio rallentando il ritmo, si saranno resi conto che la sfrenata corsa al consumismo, alla socialità imposta in determinati luoghi e tempi dettati sempre e solo dall’esterno (il locale di grido, l’uscita obbligatoria del sabato sera altrimenti sei uno sfigato eccetera) non sono poi così necessari. Molti avranno scoperto che si può lavorare meno e meglio, si può scegliere di trascorrere un tempo di maggiore qualità con gli altri. Molti avranno scoperto che parlare con un familiare, partner o amico nel silenzio della casa è meglio che farlo in un locale alla moda dovendo però gridare sopra la musica assordante.

Comprenderete dunque che lasciare che questi soggetti aumentino è poco fruttuoso per gli Alpha. È necessario far in modo che quella nuova percezione di benessere, che non ci fa più sentire la necessità di seguire i bisogni imposti al branco, venga fatta passare come una sindrome, un problema.

Non nego, lo ribadisco, la ripercussione della paura che in alcuni potrebbe portare a temere l’esterno. E anche io invito chiunque riconosca questo meccanismo a chiedere aiuto e supporto.

Ma vi parlo ora da operatore bioenergetico e soprattutto da persona che ha scelto di vivere da Omega molto tempo prima dell’epidemia: se non sentite nessuna forma di malessere, se avete piacere di andare fuori, incontrare nuovamente gli amici, tornare a svolgere il vostro lavoro e le vostre attività ma sentite semplicemente di non voler tornare ai ritmi di prima, alle modalità di prima, se sentite l’esigenza di eliminare dalla vostra vita delle abitudini che ormai vi sembrano superflue, allora non avete nessuna sindrome. La vostra non è paura dell’esterno, temete solo di non essere in grado di mantenere i vostri propositi, temete che tornando alla vita normale quello che vi ha fatto stare così bene sparirà. Non è così. Magari non sarete totalmente liberi di scegliere sul lavoro se non siete lavoratori autonomi ma potrete scegliere sempre come trascorrere il vostro tempo libero e nessuno potrà dirvi cosa sia più giusto fare. Ricordatelo! Non fatevi dire che siete sbagliati voi e giusti gli altri che sceglieranno di tornare alla vita di prima e che la rivorranno esattamente come prima. Sono giusti loro ma siete giusti anche voi. Non c’è nulla di male neanche nel voler tornare ad andare alle feste, discoteche, centri commerciali. Ognuno segue la sua natura. Solo che loro stanno facendo una scelta più vicina a quella che è la necessità del branco mentre voi no. Per questo a loro viene data l’etichetta di giusti, di sani e a voi quella di anomali e possibili malati.

Scegliete, scegliete sempre e non permettete a nessuno di dirvi che siete sbagliati poiché, ricordate, non esiste cosa giusta e sbagliata ma solo ciò che crea benessere e ciò che crea disagio.

Abbiate dunque il coraggio di stare nel vostro benessere tra pochi piuttosto che nel vostro disagio tra molti.

La foto in copertina è di Karin Henseler da Pixabay