I Sette Specchi Esseni – 1° Specchio

percorso di consapevolezza tet9

INTRODUZIONE

Quello attraverso i Sette Specchi Esseni è un percorso di auto analisi utilizzato sin dall’antichità nella comunità essena. Nella nostra epoca questa tecnica è stata riportata alla luce da Greg Braden e da allora è uno strumento familiare e molto utile a tutti coloro che vogliano intraprendere un percorso di consapevolezza.

In questo compendio si partirà dunque dai concetti così come li ha riassunti Braden ma con degli approfondimenti e delle esemplificazioni per aiutare il lettore ad attraversare ogni specchio nella maniera più agevole possibile.

Il lavoro da fare attraverso l’analisi dei sette specchi è molto intenso e richiede una grandissima oggettività nei propri confronti e capacità di auto analisi.

A chiunque si renda conto di non avere sufficiente oggettività e senta la necessità di farsi guidare durante il percorso, si consiglia di chiedere il supporto di un operatore esperto.

Detto questo, possiamo iniziare il nostro viaggio.

1° SPECCHIO – Ciò che sono nel momento presente – IO SONO

Il primo specchio potrebbe sembrare piuttosto semplice da attraversare. Esso ci richiede, infatti, di fare un’analisi di tutte le persone e le situazioni che stiamo vivendo nel momento presente e capire che cosa ognuna di esse ci stia rimandando per mostrarci ciò che siamo in questo momento.

In realtà questo specchio ci mette di fronte ad una prima presa di coscienza quasi banale per quanto fondamentale: Io esisto, sono vivo e presente in questo momento sulla terra. Io esisto dunque io sono. 

Detto così sembra appunto banale ma è fondamentale poiché il primo passaggio da fare è quello di acquisire la consapevolezza primaria della propria esistenza. E poiché esisto nella materia sono soggetto al processo di evoluzione che avviene per tutti gli esseri viventi attraverso la capacità di adattarsi al cambiamento. 

La prima consapevolezza da acquisire grazie a questo specchio è dunque: Io sono parte del mondo materiale e il cambiamento è necessario per la mia evoluzione. Perché si compia il mio processo di espansione e crescita è necessario sviluppare criteri di adattabilità al cambiamento e, dunque, di resilienza.

Una volta acquisita questa consapevolezza di base, possiamo entrare nel vivo di questo specchio.

Iniziamo con un esercizio pratico e scriviamo i nomi di tutte le persone che sono coinvolte (nel bene e nel male) nella nostra vita in questo momento e descriviamo le situazioni di vita che stiamo attraversando nel momento presente. 

A questo punto dovremo chiederci per ognuna di esse: “ Che cosa questa persona/situazione mi sta mostrando di me nel momento presente?” “Quali sono le cose che mi colpiscono negli atteggiamenti delle persone nei miei confronti e nelle situazioni che vivo?” “ Che cosa fanno gli altri per far sì che in me si scateni una qualche reazione?”

Tutto ciò che emergerà rispondendo sinceramente e accuratamente a queste domande, ci mostrerà i nostri punti di conflitto.

Lo specchio che ci sarà offerto in questo primo passaggio sarà vario e variegato e proprio per questo molto delicato da analizzare.

In molti fraintendono questo primo specchio, credendo che ciò che è necessario comprendere sia l’emozione che genera da determinate situazioni.

In realtà, l’emozione è solo un segnale necessario a scatenare una risposta biochimica dell’organism. Attraverso la reazione biochimica manifesteremo un determinato stato d’animo che sarà il sintomo di uno squilibrio attraverso il quale potremo prendere coscienza del nostro conflitto e iniziare così il nostro percorso di risoluzione.

Non è l’emozione, dunque, che va analizzata in questo primo specchio bensì l’evento in sé. È necessario comprendere quale sia la molla che fa scattare una determinata emozione.

Se qualcuno o qualcosa genera in me una qualsiasi emozione dovrò comprendere quale sia il tema di risonanza che c’è alla base.

Faccio un esempio che può essere di aiuto. Una persona che seguivo con il Tet9, un giorno mi chiamò in preda al panico per un qualcosa che era accaduto nella sua vita lavorativa. Era una persona molto competente nel suo lavoro, tutti gli riconoscevano dei meriti enormi ma purtroppo il suo titolo di studio non era quello di laurea. Questa cosa non gli aveva impedito comunque una brillante carriera ma quel giorno aveva scoperto di non poter accedere ad un progetto a cui teneva molto perché gli mancava il titolo.

Mi parlava e sbraitava contro il sistema e la burocrazia che non riconosceva le competenze acquisite sul campo ma solo i titoli di studio. “Per assurdo – mi diceva – un qualsiasi laureato anche in una materia totalmente distante dal mio ambito lavorativo potrebbe svolgere questo lavoro e io che ho esperienza e competenza in materia no, solo perché mi manca un pezzo di carta!” 

Ovviamente l’ho lasciato sfogare e ho ascoltato le sue parole. Essendo una cosa che stava avvenendo nel momento presente ho subito attivato l’analisi attraverso il primo specchio.

Dopo averlo fatto sfogare gli ho posto questa domanda: “Qual è l’emozione che provi in questo momento?”

“Rabbia, frustrazione, dolore… tra tutte però prevale la frustrazione”.

“E riesci a capire che cosa ti sta facendo sentire in questo modo?”

“Beh, il fatto che tutto questo sia profondamente ingiusto. Non è giusto che si dia valore solo ad un pezzo di carta e non si riconosca il valore dell’esperienza e della conoscenza effettiva della persona”.

Quest’ultima frase mi diede la chiave dello specchio. In quella frase aveva detto tutto. Si arrabbiava perché non veniva riconosciuto il suo valore e questo generava frustrazione. Alla base, dunque, c’era un conflitto di riconoscimento e svalutazione. 

Conoscevo bene quella persona, la seguivo da un po’ e avevo già interpretato il suo quadro numerologico quindi eravamo già consapevoli che questi erano dei temi caldi per lui.

A quel punto gli ho detto: “ Quindi ti arrabbi perché senti di non valere abbastanza e che il tuo valore non viene riconosciuto solo per la mancanza di un titolo di studio? Riesci a vedere cosa ti sta mostrando lo specchio di questa situazione?”

“Un conflitto di svalutazione, riconoscimento e mancanza” mi rispose lui.

E senti che questo ti appartiene?

“Assolutamente sì” fu la risposta.

In quel momento, quella persona così preparata e capace dovette ammettere a se stessa di essere in realtà insicura delle proprie capacità, di avere difficoltà nel riconoscere i propri meriti e di essere bisognosa del riconoscimento sociale e familiare. 

Questo è il primo specchio e vi assicuro che è sempre molto duro da analizzare. Riconoscere i blocchi che condizionano il nostro modo di essere e di vivere la nostra vita non è affatto semplice.

Ai miei assistiti definisco spesso il primo specchio come la stanza degli specchi che Atreiu deve attraversare nella Storia Infinita. In quella stanza, dicevano le Sfingi, ogni uomo scopre la sua vera natura, così il coraggioso può scoprirsi codardo, l’onesto disonesto ecc…

Nel primo specchio è proprio così. 

Attraverso ciò che ci accade e che ci muove a livello emozionale scopriamo cose molto profonde di noi, cose che a volte vorremmo non vedere e non dover confessare neppure a noi stessi.

Questo del primo specchio è dunque un passaggio amaro ma necessario per poter raggiungere la consapevolezza e la risoluzione del nostro conflitto in modo che determinate persone e situazioni smettano di manifestarsi nella nostra vita.

Per inciso vi racconto anche il finale della storia del mio assistito. 

Il giorno dopo aver fatto questo riconoscimento attraverso il primo specchio, quella persona rilesse la circolare del giorno precedente e si accorse che in un paragrafo c’era scritto che sarebbero valsi anche i titoli di esperienza oltre a quelli di studio per poter concorrere a quel progetto lavorativo. 

Quando mi chiamò per dirmelo era felice ma anche incredulo perché aveva letto mille volte quel documento il giorno precedente senza mai vedere quella postilla.

Perché non lo aveva visto il giorno prima? Perché aveva necessità di attraversare quello specchio, doveva riconoscere il proprio conflitto per poter fare un salto evolutivo nella sua carriera. Certo, non sempre le risoluzioni sono così veloci ma ho voluto raccontarvi questo episodio tra tutti perché è uno dei più belli ed esemplificativi che mi siano capitati riguardo al primo specchio.

A questo punto prendete pure il vostro quaderno del percorso e iniziate a fare la lista di tutte le persone e situazioni che state vivendo. Analizzate le emozioni che provate e cercate di capire quale sia la molla che le genera. Se volete fatelo per iscritto e poi individuate le parole chiave.

Se vi rendete conto che non riuscite a essere oggettivi e a risalire all’origine del conflitto potete contattarmi. Sarò felice di attraversare questo primo specchio insieme a voi.

Foto di Karin Henseler da Pixabay