I Sette Specchi Esseni – 2° Specchio

percorso di consapevolezza tet9

Nel primo articolo di questo percorso abbiamo attraversato il Primo Specchio Esseno, Io specchio in cui possiamo lavorare sul nostro concetto di identità, ovvero “Io sono”.

Ripeto per chi si fosse imbattuto direttamente in questo articolo cosa siano gli Specchi Esseni.

I Sette Specchi Esseni sono un percorso di auto analisi utilizzato sin dall’antichità nella comunità essena. Nella nostra epoca sono stati riportati alla luce da Greg Braden e da allora sono uno strumento familiare e molto utile a tutti coloro che vogliano intraprendere un percorso di consapevolezza. In questo compendio si ritroveranno dunque i conetti di Braden ma con degli approfondimenti e delle esemplificazioni per aiutare il lettore ad attraversare ogni specchio nella maniera più agevole possibile.

Il lavoro da fare attraverso l’analisi dei sette specchi è molto intenso e richiede una grandissima oggettività nei propri confronti e una grande capacità di auto analisi. A chiunque si renda conto di non avere sufficiente oggettività e senta la necessità di farsi guidare durante il percorso si consiglia di chiedere il supporto di un operatore esperto.

Se stai leggendo questo articolo e non hai ancora attraversato il primo specchio ti invito a fare un piccolo passo indietro e ad iniziare il tuo percorso dal primo specchio, solo in questo modo l’iter potrà essere completo e corretto.

Apri ora l’articolo I Sette Specchi Esseni – 1° Specchio

Se invece hai già attraversato il tuo Primo Specchio puoi incamminarti con fiducia in questo nuovo sentiero.

ilsecondo SPECCHIO esseno

Dopo aver attraversato il Primo Specchio ci ritroviamo con una lista di nomi e situazioni che stiamo vivendo nel momento presente.

Passato il cesello del primo specchio, però, ci potrebbero essere delle cose che abbiamo riconosciuto (negli eventi che stiamo vivendo o negli atteggiamenti degli altri nei nostri confronti) che proprio non riusciamo a riconoscere come nostre perché siamo certi che non ci appartengano.

Ecco, proprio queste andranno analizzate attraverso il secondo specchio.

Il secondo specchio, infatti, rappresenta ciò che giudico negli altri o comunque ciò che giudico nel momento presente.

Il tema del secondo specchio è dunque quello del giudizio e dell’accettazione del “diverso da me”

Il gancio che si crea in questo specchio è basato su un meccanismo di bilanciamento delle cariche, ovvero, quando io perseguo un determinato atteggiamento e valore con convinzione sto caricando energeticamente quel valore (polarità positiva) Di contro, non accettando e giudicando inaccettabile il suo rovescio (polarità negativa), lo attirerò involontariamente nella mia vita.

Avete notato che quasi sempre le persone più oneste vengono truffate e le persone più leali vengono tradite? E quante volte vi siete chiesti come mai, nelle relazioni, le persone che giudichiamo“buone” stiano spesso con persone che giudichiamo “cattive”?

Quando accade questo è in azione il meccanismo del secondo specchio.

Questo non vuol dire che una persona onesta debba diventare disonesta. Ovviamente no. Però, perché la polarità energetica “positiva” non si sovraccarichi, si dovrà imparare ad accettare e a riconoscere la disonestà come suo necessario rovescio.

Nel secondo specchio dobbiamo dunque rivedere le nostre categorie di giudizio.

Riguardo a questo tema ti consiglio di leggere gli articoli di approfondimento che trovi qui sotto:

Chi è senza peccato scagli la prima pietra

Giuda e il Servizio Supremo

“Ringrazia e lascia andare”: il primo passaggio per una nuova consapevolezza

Partiamo ora dall’assunto che, a livello energetico, il bene e il male sono due polarità con la stessa valenza e siamo noi che, a causa delle nostre categorie di giudizio, gli attribuiamo una valenza positiva o negativa in base alla nostra scala di valori.

Nel secondo specchio, dunque, non solo devo comprendere cosa io stia giudicando negli altri ma devo anche riuscire a comprendere il concetto di equilibrio nella neutralità.

Solo se riuscirò ad essere neutrale rispetto a ciò che è opposto a me e ai miei valori, potrò vivere in essi serenamente senza dover fare l’esperienza del loro opposto.

In una sfumatura ancora più sottile, il secondo specchio regola tutti gli aspetti legati all’aspettativa e alla creazione della propria realtà materiale.

È infatti uno specchio fondamentale da attraversare per tutti coloro che praticano sistemi basati sulla legge di attrazione.

Quando io focalizzo la mia mente perché si realizzi ciò che sto desiderando, infatti, rischio di cadere nel meccanismo molto subdolo dell’aspettativa e del controllo.

Anche in questo caso, concentrando tutta la mia energia su ciò che vorrei, carico eccessivamente la mia proiezione rischiando di attrarre esattamente ciò che non vorrei. Ho già parlato più approfonditamente di questo concetto nell’articolo Il falso mito dell’Abbondanza, che ti invito a leggere per avere maggiori dettagli sull’argomento.

Quello attraverso il secondo specchio è un passaggio di consapevolezza fondamentale da compiere prima di iniziare un processo di creazione della realtà personale, qualunque sia la tecnica che si utilizzi.

Solo entrando in una dinamica di neutralità e superando le dinamiche materiali di conflitto tra gli opposti, infatti, potrò pormi in maniera bilanciata rispetto ai miei obiettivi di realizzazione. Questo ci darà la possibilità di accettare la necessità assoluta della polarità negativa (aspetto ombra) nel processo creativo e ci fornirà gli strumenti necessari per accettare che possiamo sempre creare la nostra realtà ma non possiamo scegliere i mezzi e il percorso attraverso i quali essa si compierà.

Il lavoro pratico sul secondo specchio sarà molto simile a quello del primo.

In primo luogo annoterò tutte quelle caratteristiche degli altri che nel primo specchio non ho riconosciuto come mie e cercherò di comprendere quanto io stia giudicando e ritenendo inaccettabile quell’aspetto “negativo”.

Poi farò un’analisi di tutte le situazioni spiacevoli che ricorrono nella mia vita e che sento di non meritare come ad esempio: “prendo spesso contravvenzioni ma sono ligio alle regole”, “vengo spesso truffato o derubato ma sono una persona onesta”, “sono leale e vengo sempre tradito”, eccetera.

Una volta riconosciute tutte le tematiche che ricorrono in questo secondo specchio, per ognuna di esse pronuncerò questa affermazione:

“Io riconosco la necessità dell’esistenza di/del ………… per consentire il processo di creazione ed evoluzione. Io ringrazio il/la ………. per il servizio che svolge  nell’equilibrio energetico generale.”

Faccio un esempio pratico: se sono una persona estremamente leale e ho evidenziato di subire il tradimento, dirò:

Io riconosco la necessità dell’esistenza del tradimento per consentire il processo di creazione ed evoluzione. Io ringrazio il tradimento per il servizio che svolge nell’equilibrio energetico generale.”

Ripetete questa affermazione per tutti i temi che si saranno evidenziati nel secondo specchio e poi portatela nella vostra vita quotidiana.

Il processo di superamento del concetto di bene e male è molto lungo e difficile da metabolizzare per la nostra mente. Tutto il nostro mondo si regge su queste due categorie e su di esso si fonda tutto il nostro sistema di credenze collettivo e personale. Proprio per questo il secondo specchio è così potente ma anche poco stabile nel risultato.

Quindi non scoraggiatevi quando vi sorprenderete ancora a giudicare qualcuno o qualcosa, soprattutto quando si tratterà di atti così biechi e malvagi che sembrerà impossibile farlo. Lasciate pure che in quel momento il vostro sistema di credenze si esprima ma correggete l’affermazione immediatamente dopo. Per farlo potete ripetere tutta la frase che si usa nel lavoro del secondo specchio o semplicemente pronunciare questa formula più veloce:

“ ………………… io ti riconosco e ti ringrazio”. Ovviamente al posto dei puntini inserite di volta in volta la “categoria” che state giudicando, quindi per fare sempre l’esempio di prima: “Tradimento io ti riconosco e ti ringrazio”.

Ci saranno momenti in cui vi sembrerà assurdo ringraziare rispetto ad alcuni eventi che mai avreste mai neppure pensato di poter prendere in considerazione. Vi assicuro, però, che questo non modificherà assolutamente la vostra natura e vi consentirà di viverla in una sintonia più profonda con la sua frequenza.

 Potete utilizzare queste formule anche per ringraziare le persone che vi hanno fatto da specchio mettendo in scena il comportamento che avete giudicato. basterebbe dire il nome della persona al posto del tema. Per questo tipo di processo, però, suggerisco di utilizzare una tecnica più specifica e di recitare l’orazione del perdono. L’orazione è lo strumento chiave della tecnica del Perdono, una tecnica cardine del Tet9 e che è strettamente collegata al lavoro sul 1° e 2° specchio.

Come operatore, però, preferisco sempre testare la tecnica prima di assegnarla, per essere certa che la persona sia pronta a questo tipo di passaggio.

Adesso, dunque, non resta che iniziare ad attraversare questo specchio e come sempre vi auguro buon cammino!

Ricordo che qualora voleste maggiori informazioni sul percorso con gli Specchi Esseni, sulla Tecnica del Perdono o sul percorso di consapevolezza Tet9 potete scrivermi o chiamarmi ai contatti che trovate sul sito a questo link https://isideatetnove.com/?page_id=6