Segno o Destino?

in che modo attraiamo ciò che viviamo

Tutto ciò che accade è perfetto, in quanto scelta della coscienza superiore prima dell’incarnazione.

Ma è davvero così? Veramente non abbiamo nessuna possibilità di scelta e di controllo sulla nostra vita? Allora perché fare percorsi di crescita, meditazione, analisi, se tutto ciò che capita è già predeterminato?

Per rispondere a queste domande è necessario chiarire la differenza tra i diversi tipi di esperienza che possiamo vivere: l’esperienza segnale e l’esperienza destino.

La differenza tra queste due esperienze è sottile e per questo molto spesso vengono confuse generando dubbio durante il percorso di vita della persona.

L’esperienza segnale è una situazione che si manifesta nella nostra vita per aiutarci a prendere una direzione ben precisa. Essa si manifesterà in seguito ad un’emissione di frequenza specifica da parte nostra. Tale situazione quindi risuonerà perfettamente con alcuni schemi della mente per aiutarla a focalizzarsi sugli aspetti sui quali è necessario fare luce per poter progredire nel proprio percorso di crescita. 

In ogni esperienza ed evento c’è sempre un messaggio funzionale all’evoluzione sia individuale che della specie.

Si è già detto che per l’Energia (Anima) non esiste alcuna categoria e per essa la scelta di un’esperienza dolorosa o gioiosa è assolutamente indifferente.

(Per approfondire questo concetto puoi leggere la canalizzazione “Il principio di causa-effetto e le leggi del Karma” al link https://isideatetnove.com/?p=171)

A questo punto entra in campo la funzione della mente e dell’Ego. Sarà la mente, infatti, attraverso il sistema di credenze e le proprie ferite e blocchi emozionali che modificherà la frequenza di attrazione affinché possano manifestarsi le esperienze segnale necessarie. Attrarremo dunque le esperienze segnale in base al linguaggio che la nostra mente comprenderà meglio.

L’esperienza segnale, dunque, giunge per fare in modo che possiamo riconoscere un blocco e modificare il nostro livello di coscienza per aderire sempre di più al nostro progetto animico.

L’esperienza destino, invece, è una tappa obbligata del percorso. È un qualcosa che la nostra anima ha scelto ancor prima di iniziare l’esperienza corrente. 

Le esperienze segnale giungono proprio per portarci a raggiungere la tappa predeterminata dell’esperienza destino.

Abbiamo dunque libero arbitrio nella scelta dell’esperienza segnale ovvero possiamo imparare attraverso eventi positivi o negativi indifferentemente e saremo sempre noi a scegliere quale di questi attrarre. 

(Per approfondire questo tema vai all’articolo “E se fossi tu a scegliere il dolore” al link https://isideatetnove.com/?p=122). 

Non possiamo però scegliere di non attraversare una determinata esperienza (sia essa positiva o negativa) se quell’esperienza è stata scelta come “destino”.

Ad esempio, se la mia esperienza destino sarà quella di imparare l’amore e la gioia io vivrò tutta una serie di esperienze segnale (che per paradosso potrebbero anche essere esperienze di dolore e perdita) che mi porteranno alla fine a vivere l’amore e la gioia come missione di vita.

Un esempio di esperienza destino comune a tutti è la scelta della famiglia di origine. L’anima sceglie la propria famiglia prima di nascere e vive quel destino in maniera ineluttabile. Nessuno può, infatti, evitare di nascere nella famiglia in cui è nato (scusate il gioco di parole!). 

Anche chi nasce da una famiglia ma non cresce in essa, porterà comunque la memoria biologica della famiglia di origine e non potrà rinnegare questa esperienza destino in alcun modo.

L’esperienza della famiglia d’origine, infatti, porta con sé tutta una serie di elementi che influenzeranno le esperienze segnale che attireremo poi: sistema di credenze, modelli epigenetici, predisposizioni genetiche alle malattie, schemi familiari, memorie genealogiche, ecc…

Possiamo dunque riassumere dicendo che le esperienze segnale sono i nostri strumenti per l’evoluzione, degli indicatori di percorso mentre le esperienze destino sono i percorsi stessi e le tappe obbligate del nostro cammino.

L’esperienza destino è la strada che percorriamo mentre l’esperienza segnale è il cartello indicatore. L’incidente o il colpo di fortuna che possiamo incontrare durante il viaggio lo attraiamo a seconda della frequenza che emettiamo attraverso i nostri pensieri e schemi mentali.

È infatti fondamentale specificare che la vibrazione animica non subisce mai variazioni né oscillazioni di frequenza. È un segnale costante di trasmissione ed è collegata alla frequenza universale poiché è un frammento di essa. L’anima dunque non si ammala, non ha blocchi, non ha necessità di alcun genere. È perfetta in quanto parte divina di noi. L’anima è pura Energia e vive nello stato di perfezione della neutralità.

Le frequenze oscillatorie, invece, sono quelle emesse dal sistema cellulare, mentale ed emozionale. Le frequenze di questi campi si modificano e si influenzano a vicenda andando a generare squilibri e blocchi di varia natura.

La malattia è un’alterazione di frequenza cellulare di un determinato tessuto. Generalmente la manifestazione del disturbo a livello fisico si ha quando sono state ignorate altre manifestazioni (esperienze segnale) su altri livelli (soprattutto quello emozionale).

In seguito a tutta una serie di situazioni che sono state vissute ma non risolte il corpo potrà manifestare un sintomo che non sarà possibile ignorare.

Prendendo coscienza della radice del blocco che si esprime attraverso quel segnale fisico, il corpo dovrebbe guarire in maniera spontanea andando a ristabilire il proprio equilibrio.

Questo, però, non sempre accade e soprattutto in questi casi si deve tenere conto della differenza tra esperienza segnale ed esperienza destino. 

Non è sempre detto che la malattia sia solo un segnale. In alcuni casi la malattia viene scelta come percorso di esperienza obbligato. Si sacrifica il corpo fisico (che per l’anima è solo uno strumento) per fare un’esperienza di crescita che, evidentemente, sarebbe stato impossibile svolgere in qualsiasi altro modo. Questo non è semplice da accettare soprattutto per chi è vicino alla persona che ha scelto questo percorso e non è facile neanche per l’eventuale operatore energetico che si trovi di fronte a questa situazione. È fondamentale in questo caso fare un passo indietro e lasciare che la persona possa compiere il proprio cammino accettando che ognuno è responsabile delle proprie scelte e della propria crescita spirituale.

In generale, comunque, si dovrà ricordare questo: la vibrazione animica sceglie un percorso di esperienza e farà in modo di formare la mente fisica in modo che essa emetta le frequenze necessarie ad attrarre le esperienze segnale più funzionali allo svolgimento della missione.

Queste esperienze, per quanto lunghe, brevi, intense, dolorose o meravigliose possano essere, non devono essere confuse con le esperienze destino poiché non sono le nostre tappe ma solo gli indicatori di percorso. Molto spesso attraverso queste esperienze entriamo in contatto con le anime sorelle che vengono a portarci degli insegnamenti preziosi. 

Una volta appreso ciò che dobbiamo apprendere queste fasi di vita chiudono  automaticamente e naturalmente il loro ciclo e talvolta alcune figure fondamentali per noi escono dalla nostra vita. Quando questo accade dobbiamo essere pronti a riprendere il cammino, riconoscendo in quella che si è conclusa un’esperienza segnale e ringraziando per l’insegnamento ricevuto. 

Nell’esperienza destino, invece, si aderirà fino in fondo alla scelta compiuta a livello sottile e, sia nel bene che nel male, accetteremo di portare quella missione fino in fondo con la coscienza che tutto ciò che accade è perfetto perché parte di un disegno che la nostra mente non può comprendere fino in fondo. Nell’esperienza destino, dunque, sarà necessario percorrere il sentiero senza voler imporre il controllo della mente e accettando tutto ciò che si manifesta senza applicare alcuna categoria di giudizio umano.

Il Principio di Causa-Effetto e le Leggi del Karma

CANALIZZAZIONE DAI REGISTRI AKASHICI UNIVERSALI

“Il meccanismo di causa-effetto è un sistema che utilizzate per comprendere la realtà materiale. Esso però è solo uno strumento facilitatore. Non è il perno. Non è la verità. Nel meccanismo di causa-effetto sono impliciti dei sistemi che negano il libero arbitrio e l’evoluzione dello Spirito.

Se esistesse solo il meccanismo di causa-effetto tutto rimarrebbe nella staticità. Esso inoltre implicherebbe di validare i concetti di premio e punizione che, invece, nell’energia della Fonte non esistono.

Nel livello energetico della Fonte non c’è premio né punizione. Tutto ciò che accade è solo di insegnamento per la progressione della consapevolezza, fa parte dell’esperienza di ogni entità e serve per la progressione dell’energia della Fonte.

Anche l’esperienza più negativa, la più dolorosa, serve per imparare qualcosa e dare alle vostre Coscienze la possibilità di fare un salto evolutivo.

Acquisire il concetto di causa-effetto come unica verità, portarlo come legge anche nella sfera sottile è errato. Causa-effetto è una legge che governa il regno della materia, non il regno dello Spirito.

Ma poiché tra regno materiale e regno dello spirito c’è fortissima connessione, il principio causa-effetto che domina sul primo incide sulla connessione con il secondo.

Basare il proprio modo di agire a livello energetico su questo principio (di cui non si nega l’esistenza, esso è alla base delle leggi della meccanica e della dinamica) crea credenze limitanti e priva l’essere umano della possibilità di comprendere dove risiede il proprio libero arbitrio.

Esso, infatti, limita al mondo fisico il vostro potere che, invece, è infinito.

Nel principio di causa effetto, dunque, l’azione crea degli effetti, talvolta negativi. Il risultato di un’azione, infatti, non sempre è quello previsto nell’aspettativa di chi agisce. Chi applica il meccanismo causa-effetto anche a livello energetico, dunque, può leggere un evento negativo che lo colpisce come risultato di un’azione negativa pregressa (Karma).

Non c’è nulla di più lontano dalla Verità.

Non esiste Karma poiché non esiste colpa. Tutto ciò che agite verso altri o che altri agiscono verso di voi è il frutto di un accordo sottile volto all’evoluzione dei percorsi personali e collettivi di sviluppo. Credere che ciò che gli altri compiono verso di noi gli verrà ridato indietro sotto forma di punizione o ricompensa è solo frutto della visIone egoica che interpreta tutto secondo le categorie di castigo e premio e che necessita di agire secondo meccanismi di vendetta e/o riconoscimento. Se compie un’azione giudicata malvagia si trova poi “vittima” dello stesso meccanismo è solo perché ha avuto la necessità di fare l’esperienza sia del carnefice che della vittima per poter apprendere quella lezione. Tutto qui. Stessa cosa avviene per chi fa del bene e riceve a sua volta del bene in cambio. La sua necessità era di dare e ricevere a sua volta per comprendere quel tipo di insegnamento. 

Non può trattarsi di una punizione o di premio poiché nulla di ciò che si compie nella materia rimane all’anima. Non c’è colpa e non c’è debito. Non c’è merito e non c’è ricompensa. La Fonte vi rimette tutto alla fine di ogni esperienza. Tornate a incarnarvi, ogni volta, mondati di tutto, perché nel corso dell’esperienza ogni azione compiuta è funzionale alla vostra evoluzione e allo sviluppo del disegno universale.

Questo concetto è molto complesso da comprendere per la mente umana abituata a giudicare secondo il concetto di bene e male.

Il karma è un concetto molto diverso da ciò che viene detto e insegnato. Il Karma è un bagaglio di esperienze della coscienza. Sono tutte le esperienze registrate all’interno della memoria Akashica. Quando queste esperienze vengono elaborate e acquisite allora quella parte di Karma si considera risolta. Le altre non elaborate vengono considerate non risolte. C’è dunque un Karma personale e un Karma universale. L’anima però non è soggetta al peso del Karma sia esso risolto o irrisolto. Le memorie risiedono altrove a livello energetico. Esse sono nella memoria Akashica e nel corpo fisico si installano nella mente inconscia. Sulla base di queste memorie attirerate a voi le esperienze che l’anima ha scelto di compiere prima della propria incarnazione affinché il vostro percorso di crescita possa attuarsi.

Ogni errore, ogni sventura, ogni gioia e ogni successo vengono scelti, e in questo sta il vostro libero arbitrio e si manifestano come eventi nella vita dell’individuo nel momento in cui la sua coscienza è pronta a elaborare quell’esperienza.

Talvolta affinché sia possibile acquisire l’esperienza e sciogliere la memoria karmica è necessario che una situazione si manifesti più e più volte nel corso delle varie esigenze attraverso situazioni e persone anche differenti.

Quindi non c’è nessuna punizione e nessuna scelta errata.

Dovete cambiare la vostra prospettiva e capire che in tutto esiste una lezione da apprendere per la vostra coscienza e che ogni dolore, ogni nemico, ogni esperienza negativa e dolorosa vi stanno aiutando (proprio come le esperienze positive, gioiose e le persone che vi amano) regalandovi la possibilità di acquisire un nuovo insegnamento per evolvere e aumentare la vostra frequenza portandovi, malgrado la densità corporea, a raggiungere una connessione profonda con la Luce e l’illuminazione della Fonte dalla quale provenite.

Uscite dal concetto di causa-effetto, dunque. Smettete di giudicare la vostra vita, voi stessi e gli altri attraverso esso. Non esiste causa-effetto nei livelli sottili, così come non esistono lo spazio-tempo e il principio di consequenzialità […]”

Articoli correlati:

“Segno o destino? In che modo attraiamo ciò che viviamo” https://isideatetnove.com/?p=167

Il falso mito dell’Abbondanza

Come funziona realmente la Legge dell’Attrazione

Il tema dell’abbondanza è uno dei temi più diffusi e trattati nei percorsi energetici e di consapevolezza. Affrontare il meccanismo del “dare e ricevere” è quasi una tappa obbligata del percorso.

Questo è, infatti, un tema fondamentale nelle relazioni interpersonali.

Nel Sistema Tet9, ad esempio, questo tema regola il 3° plesso energetico- emozionale.

L’abbondanza attrae perché è il polo opposto della mancanza e in tutti noi c’è forte risonanza con questo tema.

Principalmente l’abbondanza viene trattata rispetto a questioni legate al denaro e al benessere materiale. Il meccanismo che si aggancia perfettamente con questo tema è quello della Legge di Attrazione che, in realta, è il principio basilare che regola tutto il sistema energetico universale.

 La regola madre di questo principio è che attrai ciò che chiedi, quindi se non riesci a ottenere ciò che stai chiedendo è perché stai inviando un segnale (vibrazione) errato all’Universo (puoi approfondire questo tema leggendo la canalizzazione pubblicata sul blog a questo link https://isideatetnove.com/?p=152).

Fin qui nulla da eccepire ma oltre questo principio esistono tutta una serie di meccanismi su cui è necessario soffermarsi per capire realmente come funzioni. 

È stato già detto in un precedente articolo di come l’Universo ci parli sempre attraverso il linguaggio che meglio comprendiamo e di come, per rispondere alla nostra profonda necessità di fare esperienze evolutive, esso possa inviarci indifferentemente situazioni di gioia o di dolore, semplicemente in base al codice che noi comprendiamo meglio (per approfondire leggi l’articolo https://isideatetnove.com/?p=122).

Per tutto ciò che concerne il lavoro sull’abbondanza, invece, sarà necessario soffermarsi su un’altra regola fondamentale che governa il sistema energetico: la legge dell’equilibrio ovvero il principio per cui tutto ciò che esiste e si muove nell’Universo tende a ritornare al suo stato di quiete e di equilibrio delle cariche. Lo diceva anche Newton, affermando che ogni corpo tenderebbe a mantenere uno stato di quiete e che il movimento è generato sempre da cause esterne. 

Applichiamo ora questo ragionamento al principio di abbondanza. 

Per sua stessa definizione l’abbondanza denota già uno squilibrio di carica.

Spieghiamo meglio: quando chiediamo all’Universo di darci abbondanza, stiamo in realtà chiedendo al sistema di generare uno squilibrio per avere appunto qualcosa in più rispetto a ciò che già abbiamo.

Spesso, quando si lavora sull’abbondanza, si chiede  abbondanza di denaro. Il  denaro è un’energia fondamentale per la sopravvivenza ed è un ottimo esempio da utilizzare per comprendere il meccanismo dell’attrazione. (Per approfondire l’argomento denaro puoi leggere anche le canalizzazioni dai Registri Akashici a questi link : https://isideatetnove.com/?p=148 https://isideatetnove.com/?p=143).

Quando chiediamo di avere denaro in abbondanza, dunque, stiamo chiedendo a livello sottile di generare uno squilibrio e, di conseguenza, il sistema esterno (Universo) si muoverà per darci abbondanza di denaro ma contemporaneamente le forze interne del nostro sistema cercheranno di bilanciare questo squilibrio di carica positiva (l’arrivo dei soldi in abbondanza) con un movimento di decelerazione. 

Uscendo dai termini fisici, nella realtà, generalmente si osservano questi fenomeni durante un lavoro sull’abbondanza non bilanciato: 

  1. Otteniamo ciò che abbiamo chiesto ma subito dopo arriva qualche imprevisto per cui il denaro ottenuto se ne va via ( a volte anche in misura maggiore di quanto ne abbiamo ricevuto);
  2. Non otteniamo ciò che abbiamo chiesto o, ancora peggio, iniziamo  ad avere solo più imprevisti e spese;
  3. Otteniamo abbondanza non di denaro ma attraverso altre manifestazioni che non siano necessariamente il denaro (ad esempio alcune volte durante i lavori sull’abbondanza può capitare di iniziare a prendere peso).

Caso 1: tutto sta andando esattamente come deve andare, otteniamo ciò che chiediamo e il sistema poi tende a tornare in equilibrio. Vedremo poi che qui per bilanciare sarà sufficiente modificare la richiesta.

Caso 2: qualcosa non sta funzionando come dovrebbe. Questo è il caso in cui sarà necessario andare a lavorare sul  proprio sistema di credenze in cui è evidentemente presente una credenza limitante che impedisce di entrare in risonanza con tutto ciò che è legato al ricevere (con un possibile blocco energetico nel 3° plesso). 

Caso 3: potrebbe esserci uno squilibrio di frequenza e, malgrado la nostra mente chieda abbondanza di denaro, il nostro sistema trasmette un altro segnale legato sempre all’abbondanza ma di altro. Questo segnale, essendo un segnale inconscio, non avremo neppure facoltà di controllarlo e non potremo sapere di cosa realmente stiamo chiedendo abbondanza. Qui c’è una problematica emozionale di fondo legata alla mancanza. Se facciamo una richiesta di abbondanza con questa alterazione di frequenza alla base, ciò che attrarremo potrebbe essere sì denaro ma anche lavoro, grasso, bollette, tasse… qualunque cosa.

Ricordate che l’energia risponde sempre secondo i nostri schemi inconsci e rispetta ad ogni costo il nostro programma evolutivo, quindi sfrutterà tutti i canali per farci giungere segnali forti affinché possiamo vedere qual è lo squilibrio da risolvere e imparare la nostra lezione dall’esperienza presente.

Dato questo assunto, figuratevi se l’Universo perde l’occasione di mandarci qualcosa dal momento che ci stiamo addirittura impegnando per chiederglielo!

Dopo tutto questo discorso si potrebbe pensare che qui si stia confutando la validità della legge energetica di attrazione. Assolutamente no, anzi, tutto il contrario!

Quello che è stato detto fin qui conferma che la legge funziona alla perfezione, siamo noi che, non conoscendone tutti i meccanismi, non riusciamo ad ottenere ciò che realmente vorremmo per delle interferenze di frequenza.

Qual è allora la chiave di volta? Come si può ottenere denaro per poter vivere secondo i propri bisogni? Ecco, la risposta è proprio in questa parola: il bisogno.

L’universo legge il bisogno come una mancanza, quindi come uno squilibrio di polarità negativa. Se io chiedo esattamente ciò che serve per compensare il mio bisogno allora il sistema si muoverà per fare in modo di ristabilire un equilibrio.

Vi è mai capitato di avere una scadenza di pagamento, non sapere come fare a trovare i soldi e, come per miracolo, le cose si sono risolte da sole?

Oppure di avere un esame o una scadenza lavorativa e di avere necessità di più tempo ( tempo e denaro sono strettamente connessi a livello energetico) e di vedere giungere in maniera inaspettata una proroga della scadenza (l’appello o la riunione rimandati, uno sciopero dei mezzi di trasporto, ecc…). 

Vi è capitato, vero? Ecco, questo è il modo corretto in cui funziona il sistema energetico universale.

Per ottenere qualsiasi cosa dobbiamo necessariamente partire da una necessità reale e, per reale si intende che questa necessità non deve nascere solo da una credenza del nostro sistema Ego-Mente ma coincidere anche con un nostro bisogno sottile.

Ciò che chiediamo deve essere realmente funzionale per il nostro percorso di crescita. Solo allora lo otterremo senza alcun effetto collaterale.

Mi spiego meglio: se la mia scelta animica è quella di vivere una vita ritirata e modesta, il mio bisogno di avere un’automobile di lusso o una mega villa potrebbe non entrare in risonanza con l’obiettivo animico e quindi il denaro necessario per l’acquisto dell’automobile o della villa potrebbe non arrivare mai. Piuttosto potrei continuare a vivere situazioni di conflitto e difficoltà vivendo continuamente lo stato di frustrazione nel non vedere esaudita la mia richiesta.

In ogni caso, però, otterrò sempre il necessario per vivere in linea con la mia scelta profonda.

“Dacci oggi il nostro pane quotidiano”. Questa è la frase emblematica che regola questo sistema e che, nella traduzione dall’aramaico recita: 

“Il pane concordato dona a noi ogni giorno”. 

Nel Padre Nostro in lingua originale, infatti, il Maestro Cristo ci insegnava a chiedere all’Universo solo ciò che per ogni giorno abbiamo “concordato” per il nostro percorso, con la coscienza che anche ciò che giunge inaspettato e non gradito è comunque il frutto dell’accordo energetico tra noi e la Fonte originaria di Energia. 

È consigliabile, dunque, comprendere profondamente questo meccanismo prima di fare qualsiasi richiesta specifica attraverso la legge di attrazione.

Una volta compreso il meccanismo della mancanza e del pre-accordo con l’Universo non sarà neppure necessario concentrarsi sulla richiesta di abbondanza ma, piuttosto, si potrà prendere in esame il proprio meccanismo relazionale e indagare le ferite emozionali e le credenze limitanti legate al dare e ricevere, alla mancanza e all’abbandono.

Per chi volesse approfondire gli argomenti trattati, qui potete trovare i link delle canalizzazioni che hanno ispirato questo articolo:

Denaro ed energia https://isideatetnove.com/?p=148

La sacralità del Denaro https://isideatetnove.com/?p=143

Il sistema Ego-Mente e il sistema di credenze https://isideatetnove.com/?p=152

Sistema Ego-Mente e il Sistema di Credenze

CANALIZZAZIONE DAI REGISTI AKASHICI UNIVERSALI

“[…] È già noto come attraverso il corpo si compiano esperienze a più livelli. 

Quando una vibrazione animica (n.d.r. nel canale l’Anima viene definita come una vibrazione specifica delle infinite vibrazioni che compongono la Fonte Universale di Energia) sceglie di vivere l’esperienza corporea, si sta sottoponendo ad una condizione obbligata e comune a tutti gli esseri incarnati: lo stato di identità.

Lo stato di identita è una condizione data a prescindere dal livello di consapevolezza che si è scelto.

Questo è infatti parte integrante dell’esperienza corporea, poiché se è dato un corpo è data anche una mente e lì dove c’è una mente c’è necessariamente la percezione di un sé. Qualunque vibrazione incarnata in un corpo (e questo vale per tutti gli esseri viventi) inizierà inevitabilmente a concepirsi come un sé esistente e svilupperà tutta una serie di meccanismi biologici e mentali. Nei sistemi viventi più complessi (in primis l’essere umano) questi meccanismi si svilupperanno fino a formare un vero e proprio sistema: il sistema Ego-Mente (pensieri, emozioni, impulsi, ecc…).

Nel caso dell’essere umano, esso esperisce la capacità di azione attraverso il proprio corpo già allo stato fetale. Si passa poi da uno stato di dipendenza a vari livelli (fase fetale-neonatale) all’acquisizione di un’indipendenza espressa nel movimento, nella comunicazione e nella capacità individuale di scelta (infanzia) per arrivare a raggiungere l’indipendenza su tutti i livelli (adolescenza prima ed età adulta poi). 

Dato per assunto il concetto innato di percezione del sé sarà inevitabile la percezione dell’altro da sé e dunque dell’esterno.

L’esterno influenza l’individuo da subito e già nella scelta animica della famiglia e del luogo geografico in cui nascere e crescere, sono implicite le condizioni funzionali al proprio percorso evolutivo.

Perché l’esperienza possa manifestarsi a tutti i livelli è infatti necessaria la strutturazione del sistema Ego-mente.

Non è possibile eliminare l’Ego e i processi mentali. L’ego è l’Io e non può esserci vita terrena senza un Io. 

L’Ego va incorporato come strumento fondamentale per il processo di crescita e sanazione delle proprie memorie di esperienza. 

Attraverso l’Ego, infatti, si ricevono i segnali del percorso. Quando l’Ego entra in resistenza o in affinità con qualcosa (che sia una situazione, una persona, un’emozione, una forma pensiero o una manifestazione fisica) allora lì c’è un segnale, vuol dire che si è di fronte ad una tappa ben precisa del percorso. Tutto ciò che non attira l’attenzione dell’Ego è solo una situazione di contorno. 

Affinchè il sistema Ego-Mente possa strutturarsi sarà necessario acquisire tutta una serie di idee e convinzioni che vengono proposte e inoculate dal mondo esterno ( famiglia, religione, società, cultura, ecc…). L’insieme di tutte queste convinzioni è detto sistema di credenze.

Grazie al sistema di credenze si manifesterà la  capacità di processare gli eventi e di attrarre le situazioni necessarie a compiere il percorso di vita. 

Dal sistema di credenze deriveranno dunque tutti i processi emozionali, mentali e fisici dell’individuo.

Attraverso le credenze limitanti o rafforzanti che verranno acquisite come verità profonde e inconsce si andrà a costruire tutto il sistema di identità della persona. 

Il concetto di dualità, la legge degli opposti, le categorie di bene e male, i criteri di giudizio e, in generale, la morale dell’individuo saranno costruiti intorno al sistema di credenze acquisito.

È impossibile non essere soggetti all’influenza del sistema di credenze così come è impossibile sfuggire ai meccanismi dell’Ego.

Così come è possibile per l’Ego, si può imparare a utilizzare il sistema di credenze a vantaggio del percorso correggendo le credenze limitanti non più funzionali in credenze rafforzative.

Nel Sistema Tet9 questo lavoro potrà essere facilitato attraverso la tecnica di bilanciamento degli emisferi cerebrali e attraverso il lavoro frequenziale sul linguaggio e sul suono.

Lavorando in questo modo si può riuscire ad allineare il segnale di frequenza andando ad attrarre esperienze differenti da quelle che si sono attratte fino ad ora.

Molto spesso, infatti, non si riesce ad ottenere ciò che si vuole non perché non ci sia accordo con la propria vibrazione animica ma solo perché il segnale trasmesso attraverso la mente è distorto a livello inconscio.

Tutte le credenze sono funzionali, anche quelle limitanti. Servono proprio perché possano essere captati dei segnali particolari. 

A volte però la mente ha difficoltà a modificare e/o abbandonare la credenza limitante quando non è più funzionale. Quando questo si verifica, la mente continua a trasmettere quella frequenza a livello inconscio poiché si è creato uno squilibrio tra gli emisferi oppure perché la credenza viene continuamente alimentata attraverso il linguaggio in maniera automatica e inconscia (intercalare nel linguaggio e modi di dire acquisiti)[…].”

Per sapere di più riguardo questo argomento consigliamo la lettura di un testo fondamentale: “La biologia delle credenze” di Bruce Lipton.

Per approfondire la questione e valutare come stiamo lavorando con il nostro sistema di credenze, è possibile richiedere una consulenza con il Sistema Tet9 per andare a comprendere le origini di qualsiasi squilibrio si stia manifestando.

Fonti di energia: il Denaro

CANALIZZAZIONE DAI REGISTRI AKASHICI UNIVERSALI

“L’energia è ciò che governa tutto. Gli esseri umani hanno necessità di sfruttare vari tipi di energia fondamentali per la loro sopravvivenza.

La prima energia fondamentale è il Prana

Il concetto di Prana è molto vasto ma non è questa la sede in cui approfondire. 

Per comprendere quanto questa fonte energetica sia fondamentale ti basti riflettere sul fatto che al corpo potrebbe essere sufficiente anche solo questa per la sopravvivenza. 

Diciamo qui che il corpo manifesta il Prana attraverso la respirazione. 

Grazie alla respirazione è possibile il processo di scambio di Ossigeno e Anidride Carbonica tra il corpo e l’ambiente esterno. Questo scambio favorisce alcuni processi biochimici fondamentali per la sopravvivenza (un corpo può vivere svariati giorni senza bere e mangiare ma sopravvive solo pochi secondi in assenza di Ossigeno).

La seconda energia fondamentale (per il corpo che non sappia vivere di solo Prana) è l’alimentazione

Attraverso l’alimentazione si introducono nell’organismo sostanze che per il corpo è impossibile sintetizzare e sono anch’esse di fondamentale importanza nei suddetti meccanismi biochimici di sopravvivenza del corpo.

Queste sono energie che devono essere sempre equilibrate, quindi impara a respirare con attenzione, non bloccare e non esagerare il respiro, lascia che lo scambio tra interno ed esterno risulti libero e senza interferenze.

Nutrititi con attenzione, mangia per nutrirti e non per riempire un vuoto. Nel giusto equilibrio di questa energia dovresti poter mangiare quando hai fame e fin quando hai fame ma se senti che in te nasce la necessità di riempire un vuoto, indagane le cause. 

Attraverso questa anomalia il corpo ti comunica importantissimi messaggi. 

Molto ci sarebbe ancora da dire e lo faremo (energie del sole, dei pianeti, energie chimiche, ecc…) ma qui il maggiore interesse dovrà essere rivolto ad un altro aspetto energetico fondamentale: l’energia del denaro.

Questa energia è fondamentale per l’essere umano inserito in un certi contesti sociali e culturali. 

Parliamo del denaro. 

Il denaro è energia poiché è il prodotto risultante da una forza chiamata Lavoro. 

Il denaro è necessario a soddisfare i bisogni secondari dell’individuo ma anche quello primario del nutrimento (in buona parte delle culture). 

Quindi nelle società moderne tutta la catena energetica è legata al denaro. 

Tutti i bisogni che possono essere soddisfatti attraverso il denaro contribuiscono al benessere della persona e, quindi, anche alla possibilità di mantenere la mente in un un buono stato funzionale. 

Non sempre però tutto ciò trova risonanza della realtà. 

Tutte le energie sono connesse, quindi uno squilibrio in una qualsiasi delle energie può andare ad alterare l’omeostasi dell’intero sistema. 

Quando c’è uno squilibrio energetico (troppa energia o poca energia) il sistema va in tilt creando malfunzionamenti.

Se anche il denaro è energia allora esso non dovrà essere mai né troppo né troppo poco ma dovrà essere sempre nella quantità necessaria a soddisfare i bisogni dell’individuo affinché egli possa permettersi di aderire con il progetto d’esperienza scelto dalla vibrazione animica.

Inoltre il denaro, in quanto energia, non deve essere mai tenuto fermo per troppo tempo. Se si trattiene denaro (risparmio) va trattenuto per realizzare un obiettivo. 

Si dovrà dunque chiedere di avere il denaro necessario per soddisfare i bisogni della giornata e per gli obiettivi della vita (ma solo quelli aderenti con il reale progetto animico saranno soddisfatti).

“Dacci oggi il nostro pane quotidiano” è da correggere con “il pane concordato manda a noi ogni giorno” che sta a significare che tutto ciò che arriva quotidianamente (e non solo il denaro) è già concordato con l’energia universale ed è sempre per il maggior bene di tutti.

Quando ciò che chiedete non giunge a voi dovete indagare se c’è accordo tra i desideri indotti dall’Ego (credenze collettive e bisogni indotti) e il vostro profondo bisogno animico. 

L’energia dell’universo risponde al bisogno profondo compensandolo poiché lo legge come una mancanza e quindi riporta in equilibrio il sistema dando ciò che manca. 

Il desiderio egoico, invece, viene letto come richiesta di qualcosa in più, quindi l’universo può non rispondere alla richiesta o ribilanciare l’eccesso andando a dare o a togliere altro […]”.

La sacralità del Denaro

CANALIZZAZIONE DAI REGISTRI AKASHICI UNIVERSALI

“Mi desideri, mi temi e mi disprezzi allo stesso tempo. Tutto ciò che ti hanno insegnato e che hai appreso riguardo me ti condiziona e non riesci più a vibrare con la mia energia. 

Cosa vuoi da me?

Mi vuoi ma non mi onori. Non so mai se restare o andarmene perché il tuo segnale giunge disturbato da interferenze interne create dal tuo sistema di credenze.

Perché tutto intorno a te è degno d’amore tranne me?

Sacralizzami.

Stabilisci un luogo in cui custodirmi.

Non spargermi in giro, non piegarmi , non nascondermi.

Non andrò via da te se tu mi sacralizzi. 

Considerami con amore, benedicimi sia nel momento in cui mi ricevi che quando mi lasci andare. 

Purificami con dell’incenso che puoi tenere nei luoghi dove mi custodisci.

Accendi l’incenso nel luogo in cui mi ricevi. 

Fai che io sia sempre ben speso. 

Ricorda che quando ci separiamo io vado ad arricchire qualcun altro e che tutto è una ruota. 

Benedici tutto il denaro speso in passato, anche quello che senti di aver perduto. 

Io non sono mai perduto. Vado sempre a soddisfare il bisogno di qualcuno. 

Io “servo” (n.d.r. nel senso di essere servo) sempre. Sono il più umile servitore che esista. 

Misuro il valore del vostro tempo, l’unica risorsa limitata che avete in ogni esistenza. 

Voi siete infiniti ma qui, in questa dimensione, il vostro tempo è sacro e io ne quantifico il valore. 

SONO L’UNITÀ DI MISURA DEL VOSTRO BENE PIÙ GRANDE, IL TEMPO. 

Solo se perdi tempo allora perdi anche me.

Ecco, questo è il segreto.

Dai valore al tempo. Non sprecare neppure un istante. 

Prendi tempo per te, per creare, per aiutare, punta sempre ad una crescita.

Attraverso l’uso del tempo arricchisci te stesso.

Dai valore alla tua vita e io non mancherò.

Più ti dai valore, più io verrò a quantificarlo. Se manco c’è un meccanismo di svalutazione in atto, un meccanismo di mancanza. 

Agisci sulle problematiche di svalutazione e mancanza di autostima sia verso di te che verso gli altri.

Ricorda di attribuire sempre il giusto valore a te ma anche agli altri.

Non svalutare il tempo altrui. 

Che non ci siano più attriti tra te e me.

Che il tuo amore possa avvolgermi.

Che io possa aiutarti a soddisfare tutti i tuoi bisogni per compiere il tuo percorso di crescita.”

E se fossi tu a scegliere il dolore?

IL CODICE DELLA TUA ANIMA

Il meccanismo è molto semplice: tutto accade perché tu possa evolvere, quindi qualsiasi evento ti si presenti, sia esso positivo o negativo (secondo le categorie di giudizio della mente umana) è la cosa più funzionale al tuo percorso di crescita. Ma l’energia è un contenitore infinito dove tutte le possibilità sono presenti contemporaneamente. Qui entra in gioco la tua scelta: perché tu possa evolvere, sceglierai in ogni istante che si manifesti la possibilità più adatta affinché tu possa imparare ciò che ti serve in quel momento. La cosa fondamentale da capire, però, è che la tua scelta sarà fatta a livello sottile in base a ciò che per te sarà più semplice da comprendere. Il segnale, dunque, parlerà la lingua che tu comprendi meglio.

Dolore e gioia sono due sentieri paralleli. Nel percorso di crescita che hai scelto durante questa vita puoi percorrerli entrambi indifferentemente. Ricorda che la dualità di bene e male esiste solo sul piano della materia. A livello sottile non c’è questa divisione, esiste solo l’unità. Il concetto di dualità, lo schema degli opposti esiste solo nel piano fisico e mentale: destra/sinistra, bene/male, buono/cattivo, acido/basico, giusto/sbagliato… sono delle categorie che impone la mente umana, non esistono a livello energetico.

C’è ora da fare un’ulteriore riflessione: data questa neutralità energetica, perché si dà più peso e rilevanza agli eventi dolorosi e traumatici piuttosto che agli eventi positivi e gioiosi?

È stato detto che nell’omeostasi generale qualsiasi emozione, sia essa caratterizzata come positiva o negativa, crea un segnale di alterazione rispetto allo stato di neutralità del sistema (v. Biomeccanica delle emozioni).

Di conseguenza, qualsiasi evento della vita può essere identificato come un segnale, come un indicatore di direzione. L’essere umano, però, tende a ignorare la gioia come indicatore. Se si è in un periodo positivo o se si vive un momento di profonda gioia, si tende ad attraversarlo senza particolare attenzione. 

Ma c’è una costante: dopo momenti di profonda gioia può giungere un momento di difficoltà, di perdita della serenità. Quella gioia può sgretolarsi gettando chi vive questa condizione nello sconforto, entrando nel meccanismo della punizione divina o del merito della sofferenza (concetto di Karma). 

Quando si è nella difficoltà, allora, si inizia a porsi delle domande, ci si comincia a chiedere perché tutto questo stia accadendo proprio a noi, perché proprio ora. Lì si inizia a entrare in contatto con se stessi.

La vita è una ruota, si dice. Esattamente così. Si dice.

E se non fosse così? Se non fosse esattamente così? Se non fosse vero che la gioia e il dolore debbano necessariamente alternarsi? Se non fosse vero che è nel dolore e nella sofferenza che avviene l’apprendimento dell’insegnamento e la crescita?

La rivelazione è che a livello energetico non esiste la carica emozionale. Per spiegarci meglio, a livello energetico non c’è alcuna differenza tra un evento positivo o negativo. Sono semplicemente delle esperienze, delle occasioni di crescita che l’anima sceglie in base a quale sia la più funzionale in quel momento.

E qui entra in gioco un aspetto importantissimo: l’anima usa il corpo e quindi la mente come strumenti evolutivi e comunica a livello sottile attraverso dei segnali, degli indicatori di percorso, come dicevamo prima.

Per comunicare con te, dunque, utilizzerà quei segnali che sa che puoi leggere e comprendere. Per lei è indifferente che sia qualcosa di positivo o negativo poiché per lei queste categorie non esistono. All’anima interessa solo di evolvere. Quindi se la tua mente percepisce il dolore e la sofferenza come segnali, allora in ogni passaggio evolutivo, attrarrai questo tipo di esperienze.

Il paradosso che c’è alla base, dunque, è da cercare ancora una volta nel sistema di credenze (se non conosci in maniera approfondita questo argomento consiglio la lettura del libro “La biologia delle credenze” di Bruce Lipton). In questo caso, nello specifico, si tratta del sistema di credenze collettivo.

Sentiamo e diciamo spesso: “La vita è una ruota”, “Ciò che non mi uccide mi rende più forte”, “Le anime più forti sono quelle temprate dalla sofferenza”, eccetera.

E se invece non fosse così? Se tutto questo facesse parte solo di una gigantesca credenza del sistema collettivo?

Tu attrai ciò che ti serve e ciò che sei in grado di comprendere in quel momento in base alla tua capacità di visione, alla tua frequenza vibratoria e in base al tuo sistema di credenze.

È dunque chiaro, a questo punto, che se hai nel profondo la convinzione che è nel dolore che puoi crescere, poiché il fine ultimo di tutte le anime è la crescita e l’evoluzione attraverso l’esperienza corporea, allora sarai sempre costretto ad attrarre dolore e difficoltà per portare avanti la tua missione.

Inizia a scardinare questa credenza. Trattandosi di una credenza collettiva è molto potente e radicata, ma si può fare.

Inizia a comprendere anche il segnale della gioia.

Inizia a lavorare su di te e a chiederti il perché anche degli eventi positivi.

Ad esempio: hai ottenuto il lavoro dei tuoi sogni, hai trovato l’amore, hai avuto un figlio, eccetera? Impara a porti anche in quei momenti queste domande: “perché mi sta accadendo?” “Cosa devo imparare da questa esperienza?” “Qual è il blocco che si sta sanando attraverso questa esperienza?”.

Eliminando anche a livello cosciente la polarità emozionale dell’esperienza, leggendo tutto ciò che accade come un indicatore di percorso, entrando profondamente nella credenza che tutto ciò che accade è perfetto così com’è e che il dolore e la gioia a livello energetico sono pari e hanno la stessa identica funzione, allora sarà finalmente possibile crescere anche attraverso le esperienze positive, evitando di dover attrarre necessariamente esperienze dolorose.

Sei tu a scegliere la lingua del libro che stai scrivendo. La tua anima ti parlerà sempre attraverso la lingua che leggi e parli meglio.

Scegli di parlare tutte le lingue indifferentemente, riconosci i segnali anche negli eventi positivi e aumenterai la possibilità di attrarre più circostanze positive senza dover necessariamente passare per la sofferenza per crescere.